In questa guida troverete una spiegazione sulla storia e il significato di alcuni tra i più popolari tatuaggi giapponesi: leoni, draghi, carpe e fiori di ciliegio e dal loro profondo significato legato alla cultura e alla tradizione nipponica.

I tatuaggi giapponesi riflettono la cultura perfezionista del sol levante, caratterizzata dalla continua ricerca della bellezza e della perfezione estetica. Questa attitudine culturale si riflette anche nella scelta stilistica e nella composizione dei tatuaggi giapponesi. Nulla è lasciato al caso, la posizione dei soggetti, la composizione e i colori sono curati nel minimi dettagli per conferire al tatuaggio un profondo significato oltre che una valenza artistica senza eguali.

Nei tatuaggi giapponesi, gli abbinamenti dei soggetti, i cosiddetti Kara-jishi, si rifanno alla cultura classica della storia e della mitologia giapponese creando meravigliose opere d’arte.

Ad esempio la figura del leone è quasi sempre raffigurato insieme alla peonia, il dragone insieme alla carpa.

Lo scopo dei tatuaggi giapponesi (Horimono) è sia decorativo che spirituale, e sono questi complessi intrecci di simboli a conferire al tattoo il suo grande valore artistico e sociale.

La nascita dei tatuaggi giapponesi, come lo conosciamo oggi, avviene durante il periodo Edo, (1603-1686). In questo arco di tempo nascono e si differenziano due tipi di tatuaggi, gli Irezumi, che venivano eseguiti per condanna e con la funzione di punizione permanente visibile a tutti e gli Horimono, che invece erano tatuaggi volontari, eseguiti a fine estetico dagli uomini liberi.

A seconda di quale dei due termini si utilizza per definire un tattoo giapponese si ha un’accezione diversa che varia in base al significato e alla classe sociale.

Storia Dei Tatuaggi Giapponesi

La pratica del tatuaggio nel Sol Levante ha origini antichissime, sono state trovate testimonianze del 5000 a.C. che raffiguravano uomini col volto tatuato con marchi e righe, con tutta probabilità segni distintivi per identificare il rango sociale.

Era comune nell’antico Giappone, tatuarsi il nome dell’amato in zone nascoste del corpo, questa usanza era conosciuta come Kishibori. Altro simbolo legato all’amore segreto era tatuarsi un punto nero sulla mano, esattamente dove le mani si univano, creando una stretta di mano tra gli amanti.

Durante il periodo Edo (1603-1868), detto anche periodo Takugawa, venne pubblicata un’opera cinese che raccontava la vita e le avventure di un gruppo di eroi-briganti (Suikoden), dal corpo tatuato.

Le illustrazioni dell’opera furono di ispirazione per plasmare quelle stupende opere d’arte impresse sul corpo.

Attorno al 1600, l’Irezumi è diventata una vera e propria arte decorativa e ha assunto le caratteristiche più conosciute anche al giorno d’oggi. Si sono diffuse le tipiche figure di animali mitologici, eroi tradizionali e creature fantastiche che venivano riprodotte anche nella stampa xilografica (per intenderci, quella degli artisti Katsushika Hokusai e Utagawa Hiroshige).

 

I tatuaggi Horimono invece si sono sviluppati a partire dalla fine dell’800, e hanno vissuto periodi alternati di popolarità e di illegalità.

I tattoo comunque facevano parte delle abitudini della popolazione di un ceto basso, come prostitute, giocatori d’azzardo, mafiosi, commercianti o in pratica chi svolgeva un lavoro di fatica e non di intelletto. Questa fascia della popolazione era definita del “mondo fluttuante”.

Erano e sono ancora visti in malo modo dalle fasce alte della società.

La Storia dei Tattoo Giapponesi nel Dopoguerra

In Giappone i tatuaggi vennero banditi nel 1872, queste restrizioni vennero tolte solo nel 1948 ma seppur legale in giapponese tatuarsi è stato considerato immorale per molti decenni.

Ancor oggi le vecchie generazioni non approvano chi mostra in pubblico i propri tatuaggi, perché ancora relazionati col mondo della Yakuza e del “mondo fluttuante”.

Ancora oggi in Giappone ci sono severe restrizioni per chi è tatuato. Ad esempio non c’è possibilità di accedere agli Onsen (Piscine termali) se si è marchiati da tatuaggi.

Tecnica di Tatuaggio Giapponese

La tecnica tradizionale dei tatuatori giapponesi è chiamata “Tebori”, e consiste nell’uso, rigorosamente a mano, di una serie di aghi infilati in una canna di bambù ed intinti nell’inchiostro.

Questi tatuaggi tradizionali prevedono la copertura completa di braccia, schiena, petto (con una striscia libera al centro), glutei e metà superiore della coscia. Inoltre, è necessario che siano sempre armoniosi e bilanciati, sebbene possano essere composti da soggetti differenti. Da sempre i tatuatori in Giappone sono considerati degli artisti veri e propri, che per diventare a loro volta tatuatori si sottoponevano ad un apprendistato di anni, lungo e rigoroso, presso un maestro tatuatore.

Lo stile del tatuaggio giapponese deriva dall’arte figurativa dell’iconografia classica e da sempre viene caratterizzata da un massiccio uso di colori vivaci, e combinazioni di diversi soggetti.

Il tattoo giapponese racconta una storia attraverso l’uso delle immagini e gli intrecci dei vari soggetti, ai fini di delineare la storia di chi lo indossa.

Simboli Dei Tatuaggi Giapponesi e Significato

Oggi i tattoo giapponesi sono uno degli stili di tatuaggio ancora maggiormente in voga, mantenendo inalterato il fascino che li ha caratterizzati negli ultimi decenni.

Di seguito il significato di alcuni tra i più conosciuti simboli dei tatuaggi giapponesi.

Tatuaggio Giapponese Drago

I miti della cultura nipponica amalgamano le leggende importate da India, Cina e Corea. Sono solitamente figure legate all’acqua. Rappresentate come creature con corpo da serpente, lunghi baffi, senza ali (presenti nella tradizione nord europea) e lunghi artigli, sono solitamente accompagnati da una gemma o una perla, che ne contiene l’anima. Secondo la tradizione per cui il re giapponese era discendente diretto di un drago, sono generalmente rappresentati con la funzione di proteggere chi li indossa.

Tatuaggio Carpa Koi

Nella cultura del tatuaggio tradizionale giapponese la carpa koi è uno dei soggetti più ambiti ed ricercati. Rappresenta lo spessore caratteriale per cercare di realizzare una vita di grande valore morale oltre al coraggio ed alla perseveranza. Ha anche una connotazione guerriera, racchiude in sè poesia e amore per la battaglia, oltre che un distacco verso la morte: se catturata infatti, affronta la lama del coltello senza paura, così come un samurai affrontava la lama nemica.

Tatuaggio Fiori Di Ciliegio

In giappone, l’avvento della primavera è annunciata dalla fioritura dei ciliegio. Nella cultura del sol levante, i fiori di ciliegio rappresentano la nascita e la vita, l’incarnazione dell’effimero, la rappresentazione di un esistenza breve ma intensa. I fiori di ciliegio sono tanto belli quanto delicati, al primo colpo di vento cadono dai rami per creare bellissime distese profumate.

Tatuaggio Leone

Raffigurato in maniera stilizzata, proviene dalla religione shintoista e rappresenta la protezione dagli spiriti malvagi (gli Oni), è portatore di salute e prosperità.

Fiore Di Loto

I fiori di Loto, conosciuti anche come i “fiori dell’Oblio”, raccontano la storia secondo cui chi inala il suo profumo si smarrisce completamente, diviene completamente immemore.

In Giappone, così come in Cina, il fiore di loto è simbolo della vita e della purezza , è considerato il punto di unione tra cielo e terra.

Serpente (Hebi)

Nella cultura accidentale il serpente è da sempre simbolo di Satana, in Giappone di contro è la rappresentazione della forza e dell’acutezza.

Significato Approfondito di Alcuni Tatuaggi Giapponesi

Andiamo ora ad approfondire il significato di alcuni di questi specifici simboli:

La Carpa Koi

La Carpa ha una valenza importante nella cultura nipponica ed è uno dei soggetti più diffusi e conosciuti nei tatuaggi giapponesi.

Il suo significato si ritrova in un’antica leggenda della cultura del sol levante in cui una carpa forte e caparbia sia riuscita a risalire una cascata nuotando controcorrente fino ad arrivare alla Porta del Drago.

Qui gli Dei, estasiati dalla sua perseveranza, decisero si trasformarla in un drago e le fecero il dono dell’immortalità.

Da qui derivano i significati attribuiti alla carpa: la forza (sia fisica che spirituale), la perseveranza e il coraggio.

Ma anche la fortuna (parte essenziale di un’impresa coraggiosa) e, in senso più ampio, la carpa rappresenta il percorso di vita di ogni uomo, le difficoltà di cui la sua esistenza è costellata e le fatiche che egli deve compiere per superarle.

Sempre in questa leggenda trova ragione il fatto che i draghi siano disegnati con squame di pesce; il legame tra i due soggetti è quindi molto stretto e profondo.

Il Drago

Il drago è uno dei soggetti più importanti dell’iconografia del tatuaggio giapponese. Molto spesso è il soggetto principale del tatuaggio nel quale viene inserito e i suoi significati reggono tutti gli altri.

Nella cultura giapponese esistono due tipologie di draghi: che incarnano il bene e il male, lo yin e lo yang, e si differenziano anche per essere divisi tra cielo e mare.

Si tratta di creature mitologiche che oltre il cui corpo è composto da parti di differenti animali come, ad esempio, le squame di pesce.

A differenza della cultura occidentale dove il drago è visto solo come animale satanico portatore di sfortuna, per i giapponesi il dragone è portatore di pace e saggezza. E’ un simbolo di equilibrio e di forza interiore.

Nello specifico, esistono varie tipologie di drago:

  • Drago blu: è la guardia dello zodiaco e simboleggia il comando.
  • O Goncho: un drago bianco che porta carestie e dolore e appare sotto le mentite spoglie di un uccello dorato. Simboleggia la perdita e la sofferenza.
  • Ryujin: nella cultura giapponese è il Dio dei mari e rappresenta la forza del mare.
  • Kiyo: era una giovane donna che sposò un monaco e fu da lui abbandonata. Per vendicarsi studiò le arti magiche, si trasformò in un potente drago e uccise il monaco. Questo drago simboleggia la vendetta.
  • Benten: la leggenda narra che la Dea del mare sposò un drago, per porre fine al terrore che seminava tra la gente, e si trasformò nella Dea dell’amore.

La Geisha

Il Tatuaggio geisha è senza ombra di dubbio uno dei tatuaggi più rappresentativi della cultura giapponese; al pari di altri soggetti più conosciuti come la carpa o il dragone, questo soggetto è carico di valenze simboliche.

Spesso, in maniera errata, la geisha viene accomunata ad una comune prostituta, nella cultura giapponese questo ruolo è, al contrario, molto importante sia dal punto di vista sociale che culturale. Il termine Geisha significa letteralmente “artista” o “persona d’arte” e indica un’intrattenitrice; una donna capace di danzare, suonare strumenti musicali, recitare, cantare e accompagnare uomini importanti. Il ruolo della geisha prevedeva un compito ben preciso, quello di asservirsi all’uomo, ponendosi sempre in secondo piano. Rappresentava il concetto di donna perfetta in cui si trovavano la bellezza e la sensualità, la dedizione e lo profondità dell’animo. Queste caratteristiche si ritrovano proprio nel tatuaggio, dove la geisha assume il significato di passione, dedizione e forza di volontà; ovvero ciò di cui necessita una donna comune per diventare una geisha. Tatuarsela può rappresentare un voto alla bellezza castigata, alla bellezza che sconvolge ma che è comunque incanalata nei canoni di un servizio che viene prestato ad altri. Una grande capacità di sedurre, ma all’interno di regole ben precise che rimandano al Giappone più antico e tradizionale. Questa donna desiderabile rappresenta la potenza femminile, irraggiungibile e intoccabile. È la personificazione di sogni, ambizione e desiderio.

Il Samurai

Il Tatuaggio Samurai è un soggetto appartenente alla cultura giapponese che racchiude in sé una forte valenza culturale e storica. I samurai, erano dei valorosi guerrieri giapponesi del X secolo. Il loro nome deriva dal verbo “saburau”, che significa “servire” o “mettersi in disparte”. Questi guerrieri erano l’esercito dell’ imperatore e dei nobili; dedicavano tutta la loro vita al servizio del loro padrone, arrivando addirittura al suicidio “seppuku”, nel caso fossero stati disonorati. I samurai, a differenza di come si possa credere, non erano solo guerrieri brutali, nella loro vita c’era un ampio spazio all’arte e alle pratiche zen. Più di ogni altra cosa, i samurai sono conosciuti per le loro capacità di combattimento, in particolare per le arti marziali. Il buddismo, poi ha avuto la capacità di addestrare questi guerrieri con una disciplina ferrea e un indole indomita. Con la nuova pratica e le loro capacità, divennero dunque guerrieri leggendari del loro tempo.

Tatuandosi un Samurai si vuol richiamare quel codice fatto di giustizia, coraggio e onore.

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